Conclusioni finali di Lubiana   

 

CONSULTAZIONE REGIONALE PER LO STUDIO DELLE NAZIONI UNITE SULLA VIOLENZA VERSO I BAMBINI – LUBIANA, 5/7 LUGLIO 2005 – EUROPA ED ASIA CENTRALE

Le conclusioni finali di Lubiana per agire immediatamente contro la violenza nei confronti dei bambini

7 Luglio 2005

Consapevoli delle molteplici forme di violenza nei confronti dei bambini che hanno luogo in ambiti diversi, incluso l’ambiente familiare, le scuole e gli istituti residenziali/di accoglienza, sui luoghi di lavoro e nell’ambito della comunità, incluse le conseguenze degli atti di terrorismo, dei conflitti e delle guerre;

Evidenziando l’importanza della Convenzione sui diritti dell’Infanzia e dei suoi protocolli opzionali come standard per proteggere i bambini da qualsiasi forma di violenza ed il fatto che quanto previsto da questi ultimi strumenti, così come quanto stabilito da altri rilevanti strumenti internazionali a tutela dei diritti umani, quali la Convenzione contro la tortura ed i trattamenti inumani o degradanti ed il Patto internazionale sui diritti civili e politici, deve costituire l’ossatura minima sulla quale poggiare il discorso della violenza nei confronti dei bambini;

Richiamando l’importanza di dare effettiva attuazione ai trattati regionali sulla prevenzione di tutte le forme di violenza verso i bambini, inclusa la Convenzione europea per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali ed i suoi protocolli e la Convenzione europea per la prevenzione della tortura e dei trattamenti inumani e degradanti ed i relativi protocolli, così come l’importanza di ratificare e dare attuazione senza ritardo alcuno alla Convenzione europea per il risarcimento alle vittime di crimini violenti, alla Carta sociale europea rivista ed al relativo protocollo opzionale ed alla Convenzione relativa al mantenimento delle relazioni familiari da parte dei minori, alla Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione del terrorismo, in particolare alle previsioni riguardanti le vittime;

Ricordando le Osservazioni conclusive adottate dal Comitato ONU sui diritti dell’infanzia in occasione delle Giornate di Discussione generale del 2000 e del 2001 sui temi, rispettivamente, della violenza dello Stato nei confronti dei bambini e della violenza verso i bambini all’interno della famiglia e della scuola, la giurisprudenza del Comitato su tutte le forme di violenza così come di altri meccanismi di controllo previsti dai trattati sui diritti umani, la giurisprudenza della Corte Europea per i diritti dell’uomo e le conclusioni del Comitato Europeo dei diritti sociali;

Riconoscendo la diversità dei contesti in cui viene perpetrata la violenza nei confronti dei bambini in Europa e in Asia centrale e che fattori quali il genere, l’etnia o l’origine sociale e la disabilità fanno in modo che alcuni bambini siano più a rischio di altri; preso atto che il muro di silenzio sul tema della violenza domestica, inclusi i maltrattamenti corporali, va infranto; riconoscendo che la violenza che nelle scuole e al di fuori delle scuole, nelle istituzioni pubbliche e private e sui luoghi di lavoro necessita di esser meglio monitorata e che gli sforzi per la prevenzione del problema divengano una priorità; riconoscendo egualmente l’esistenza di diverse possibilità per prevenire la violenza e proteggere le vittime attraverso strutture e programmi socio-economici;

Consapevoli del fatto che la violenza pone un pesante fardello a carico della salute fisica e mentale dei bambini, con conseguenze di lungo periodo sul loro sviluppo complessivo, manifestate spesso solo in un secondo momento, nel corso della loro vita;

Noi, i partecipanti, riconosciamo l’importanza di un approccio ai diritti dell’infanzia che colmi il vuoto esistente tra gli standards e la realtà e la sfida di cambiare la percezione, nella società, nelle istituzioni ed a livello individuale, di quelli che sono i modi accettabili di comportamento nei confronti dei bambini.
Siamo d’accordo nell’intraprendere prioritariamente le seguenti azioni:
1. Sviluppare e porre in atto, con l’attiva assistenza delle organizzazioni della società civile, misure che, a tutti i livelli, prevengano la violenza nei confronti dei bambini attraverso un approccio interdisciplinare e partecipativo che comprenda l’intervento di esperti di diversi settori con diverso background/preparazione, genitori, bambini e che sia supportato dal più elevato possibile livello politico;
2. ratificare i più rilevanti trattati internazionali, promulgare, emendare o abrogare le leggi nazionali in modo da proibire ogni forma di violenza nei confronti dei bambini, inclusi i maltrattamenti corporali ed i trattamenti umilianti e prendere tutte le misure necessarie a prevenire e sanzionare tali comportamenti offensivi verso i bambini; prestare una particolare attenzione all’evoluzione della giustizia minorile in modo da prevenire la violenza nei confronti dei bambini in tutti i gradi del processo;
3. dare la più alta visibilità ed importanza politica alla prevenzione della violenza verso i bambini e le bambine, incluso, per esempio, il lancio di campagne di informazione per l’acquisizione di consapevolezza sulla portata e le conseguenze negative di ogni forma di violenza e fare ciò attraverso partnership di sviluppo sostenibile con i bambini, i genitori, la società civile, il settore privato, le nuove industrie della tecnologia informatica;
4. Migliorare la capacità tecnica, legale, procedurale ed istituzionale su settori rilevanti quali quello dell’istruzione, della sanità, della giustizia, dei servizi assistenziali e dei controlli sul lavoro, per individuare gli episodi di violenza e porre in essere strategie appropriate basate sull’evidenza e politiche specifiche per la famiglia e l’infanzia al fine di prevenire la violenza, supportare i minori vittime e rafforzare i meccanismi di denuncia, di indirizzo e di risposta;
5. Cercare di stabilire, analizzare e monitorare con regolarità la portata dei casi di violenza nei confronti dei bambini, raccogliendo i dati disaggregati sul sesso, l’età ed altri fattori rilevanti, incluse le fonti di discriminazione che rendono particolarmente vulnerabili alla violenza alcune categorie di bambini e valutando sistematicamente l’adeguatezza e l’efficacia degli interventi a protezione dei bambini dai maltrattamenti, così come gli sforzi compiuti per assicurare l’opportuna assistenza ed affrontare le conseguenze degli abusi, compreso il costo economico e sociale per la società;
6. Intervenire in maniera tempestiva, efficace, sensibile alla differenza di genere e “ a misura di bambino” per prevenire la vittimizzazione e la re-vittimizzazione, attraverso lo sviluppo di procedure e meccanismi sensibili, inclusa l’elargizione di consigli/consulenze confidenziali; procedimenti giudiziali “a misura di bambino” e servizi sociali e sanitari che assicurino il recupero fisico e psico-sociale dei bambini vittime e dei giovani che delinquono.;
7. Sviluppare l’educazione sistematica ed integrata alla protezione dei bambini, incoraggiare la formazione dei genitori e di tutte le categorie professionali rilevanti ed i mass media, ciò comprende l’informazione sugli standards minimi relativi al rispetto dei diritti umani, sui metodi non violenti di disciplina e di risoluzione dei conflitti, così come sullo sviluppo infantile ed i diritti dei bambini con bisogni particolari;
8. Rafforzare e sviluppare ulteriormente tutte le forme di cooperazione internazionale e trasversale, inclusa la prevenzione di attività criminali, in modo da prevenire e combattere tutte le forme di violenza perpetrate nei confronti dei bambini e di assicurare che gli esecutori di tali violenze non sfuggano alla giustizia e ricevano l’appropriato trattamento;
9. Creare le opportunità affinché i bambini ed i ragazzi possano giocare un ruolo più attivo nell’affrontare il tema della violenza, fornendo loro le conoscenze e le abilità necessarie ad esser meglio in grado di riconoscere la violenza e stabilendo meccanismi che assicurino la loro partecipazione nell’analisi della situazione, nella ricerca, nel monitoraggio e nell’elaborazione di leggi e politiche che li riguardano.

Noi, partecipanti provenienti da tutti i Paesi d’Europa ed Asia centrale, siamo d’accordo nell’affermare che questi nove passi sono il primo passo importante da fare a livello locale e regionale per affrontare il tema della violenza nei confronti dei bambini.
 

Traduzione non ufficiale a cura del Comitato Italiano per l’UNICEF Onlus

 


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